Il formato più diffuso di ebook nell’editoria digitale è rappresentato dall’ePub. Creato nel 2007 dall’IDPF (International Digital Publishing Forum) ha avuto la sua consacrazione quando, con l’avvento dell’iPad, la Apple tramite iBooks lo ha scelto come formato principale.

Il formato ePub in realtà è un contenitore di files: all’interno infatti ci sono cartelle con files XHTML che contengono il testo vero e proprio, file CSS che indicano come il testo deve essere rappresentato e formattato, e poi immagini e copertine.

Le case di distribuzione editoriale si sono attrezzate quasi tutte con un proprio lettore (eReader) che consente di leggere gli ebooks; sono nati quindi i vari Kindle di Amazon (che, almeno in via esclusiva i primi usciti, utilizzano un formato proprietario derivato dall’ePub, il mobi), il Kobo utilizzato anche da Mondadori, il Tolino da ibs.it o il Nook di Barnes & Nobles.

La diffusione nell’utilizzo dell’ebook è in constante crescita, soprattutto al di fuori dell’Italia, e secondo PricewaterhouseCoopers nel 2018 nei Paesi anglofoni gli ebooks supereranno le vendite dei libri cartacei.

E in Italia? No, siamo ancora indietro, da noi l’attaccamento al profumo della carta appena stampata ha sempre la meglio e la vendita degli ebooks cresce a tassi ridotti.

L’utilizzo degli ebooks non è però esclusiva delle grandi catene di distribuzione, esiste infatti una forte tendenza al cosiddetto selfpublishing, la trasposizione cioè di libri propri o di altri in ebooks da portare sempre con se attraverso tablet o ereader o da distribuire agli amici.

Per trasformare in ebook un testo, che sia di Word, di Pages o un Pdf, molti si affidano a convertitori automatici anche online con risultati spesso scoraggianti. Provate infatti a prendere un testo di Word da voi formattato, andate su un sito che offre conversioni gratuite (cercando su Google ne esistono diversi) e poi provate a leggerlo su un ereader: nel 95% dei casi vi ritroverete con un testo illeggibile (paragrafi raggruppati, immagini spostate, mancanza di indici, ecc.).

I convertitori automatici fanno infatti affidamento esclusivamente sulla formattazione che è stata impostata tramite ad esempio Word, e se questa è carente, carente sarà anche il risultato.

Un ebook va creato manualmente, con software professionali di impaginazione (come Adobe InDesign ad esempio), che consentono di impostare quegli stili di paragrafo, di carattere, le interruzioni di pagina, le tabelle, l’ancoraggio delle immagini al testo, il Toc (Table of Contents) con link attivi per passare da un capitolo all’altro, e che offrono un risultato finale eccellente, gradevole e rilassante per il lettore.

In un prossimo articolo approfondiremo l’ePub nello specifico e parleremo anche della versione 3.0 che consente l’introduzione di video e oggetti multimediali all’interno dell’ebook.

Se intanto siete interessati ad avere maggiori informazioni potete contattarci per la realizzazione di ebook.